Fedez e i Baci Pergina…e se il brand in crisi fosse San Valentino?

Quando nel momento di picco di vendite si passa dal cuore al tatuaggio

La spesa del sabato sera per molti di noi “markettari” è un’esplorazione delle possibilità di apprendimento dalle strategie dei grand brand, per riflettere, analizzare ed eventualmente applicare nuove strategie di marketing nel mondo di quelle che sono per me le “imprese reali”, le PMI.

Vagando nella corsia centrale della mia cara Esselunga sono stato attratto come una calamita da questa gondolina solitaria contenente un mix di mondi diversi, contrastanti come Ghandi e Churchill:

 

fedez e baci peruginaLì per lì ho scattato la fotografia e sono stato calamitato verso i dolci di carnevale. Tornato a casa ho scoperto che di markettari che discettano sul tema ce ne sono molti, e che tanto è stato analizzato rispetto alla scelta di Nesté di utilizzare Fedez come Testimonial (così chiamo io gli ambasciatori del marchio: gli unici ambassadors che mi immagino, li dipingo in case coloniali in giro per il mondo, non certo su Facebook o Instagram; per approfondire il tema “ambassador + Baci Perugina consiglio questa analisi interessante di Matteo Pogliani: approfondimento Baci e Fedez).

Fedez + Baci: un riassunto del dibattito in corso

La discussione sull’abbinamento Fedez + Baci Perugina si focalizza prevalentemente sul fatto che la natura del marchio Baci Perugina e la natura del marchio “Fedez” siano molto diverse: seppur con sfaccettature coccolose, il cantante rap è comunque lontano dai valori associati ad un brand storico come i Baci Perugina. La posizione dominante è l’ammissione di un probabile successo a breve termine, anche nel raggiungimento di un target nuovo, quello degli adolescenti, avvicinandoli al marchio Baci.

Dal mio punto di vista l’operazione ha un taglio fortemente commerciale, e “personalmente” la trovo una modalità intelligente di far cassetta e avere visibilità nel target giovanile. Credo però che il tema sia ben più profondo, e riguardi la crescente impermeabilità delle persone alla comunicazione e al marketing.

San Valentino: la festa commerciale non basta più

Al di là del rapporto tra i due brand infatti, ciò che mi ha colpito maggiormente è che un marchio come i Baci Perugina, nel momento del picco di vendite annuale del proprio prodotto, abbia dovuto rafforzare il proprio appeal chiedendo “aiuto” ad un testiomonial di rottura.

Nel 2015 i pack si presentavano così (una tra le varianti):

baci perugina 2015

 

In altre parole, vi consiglio di cercare in Google la seguente frase “Baci Perugina San Valentino” e di fare un tuffo tra orsacchiotti, cuoricini, persone che si baciano e slogan di profondo valore come “Chi si ama, Baci“.

Subito dopo scrollate in cima a questa pagina e ri-godetevi il packaging secondario che riporta i tatuaggi di Fedez con un bacio che vergognosamente porge il suo bugiardino con la banale citazione “Fuori è magnifico, si ma tu un po’ di più“.

Nel momento di massima esposizione e vendita del brand si taglia nettamente con tutta l’iconografia legata al romanticismo per coprirla con una manciata di tatuaggi. E’ accaduto anche a Melegatti con il suo pandoro limited edition firmato Valerio Scanu (per i pochi che non sono a conoscenza dei fatti ecco qui un post magistrale). La domanda che mi pongo è quindi questa: siamo giunti al termine della possibilità di costruire un marchio, in un’epoca dove molte tradizioni (es. Natale e San Valentino) cominciano a vacillare e non sono sufficienti nella spinta alle vendite?

Considerazioni conclusive: la rivincita di Davide

Secondo me la nostra epoca sta trasformando il modo di fare marketing, ma anche l’essenza del business, mettendo a nudo uno dei bisogni findamentali dell’uomo: la socialità. Come ben sintetizzò Platone, “L’uomo è un animale sociale”, e la disintegrazione della società in mini cellule che fissano uno schermo ha minato questa caratteristica fondamentale.

Ecco che le tradizioni legate a momenti di condivisione sociale non hanno più senso, soprattutto per i nuovi target di clienti-umani. Quante sono le persone che “non sentono più in Natale” e che considerano “Pasqua un buon momento per sciare”? Sono molte!

Per me questo sentimento è alla base del calo delle vendite e appeal di molti grandi brand, ma soprattutto è l’energia propulsiva di nuovi movimenti di consumo, legati al green, all’etica, al localismo, al kilometro zero e allo scambio: questa è la vera opportunità per le piccole e medie imprese, e cioé contribuire a ricostruire il tessuto sociale affermando il proprio ruolo nelle economie locali, dando lavoro e restituendo valore non solo economico.

Il messaggio di speranza per le pasticcerie, per i laboratori artigianali di cioccolato e per i piccoli fiorai italiani è questo: le persone sono stanche di superficialità e cercano un rapporto autentico capace di costruire un legame dove la fedeltà non è al marchio, ma è fiducia nelle persone. Un marketing autentico, forse non più “marketing”.

Citando Fedez… “Fuori è magnifico, ma qui un po’ di più”.

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Come diventare imprenditore?

Concorso diventa imprenditore Luberg

Negli ultimi anni è stata registrata una crescita costante di nuove imprese. Si tratta di una risposta alla crisi da parte di migliaia di nuovi imprenditori che cercano così di crearsi una propria realtà lavorativa. Soltanto nel corso del 2014 in Italia si sono costituite circa 3000 nuove imprese, con un investimento pari a 118 milioni di euro. Non si tratta però di una scelta priva di difficoltà, non a caso l’80-85% delle nuove imprese non supera i tre/cinque anni di attività. Si possono infatti identificare cinque difficoltà principali a cui deve far fronte un nuovo imprenditore, già nella fase iniziale di costituzione dell’impresa:

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Trovare un’idea valida, originale, unica che possa essere messa in pratica, suscitare interesse e ottenere un certo successo.

concorso diventaimprenditore luberg bergamoFar fronte alle spese. Dovendo creare un’impresa da zero, le spese che l’imprenditore deve sostenere sono ingenti (strutture, macchinari, stipendi di eventuali collaboratori, solo per citarne alcune). In alternativa può ricercare dei finanziatori che gli concedano i fondi necessari, ma anche in questo caso non è facile dato che si tratta di investire in un progetto dal futuro piuttosto incerto.

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Trovare dei collaboratori fidati, competenti e realmente interessati all’esecuzione delprogetto.

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Fronteggiare problemi burocratici e organizzativi.

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 Fronteggiare la forte concorrenza.

Innanzitutto ciò da cui bisogna partire per poter costruire la propria impresa è un’idea, una buona idea di business. Oggi i nuovi imprenditori hanno diverse possibilità che vanno dagli incubatori d’impresa ai concorsi, ma che spesso si concludono con premi e riconoscimenti che non aiutano l’imprenditore nella reale costituzione della sua impresa.

diventa imprenditore lubergMa se hai una bella idea di business e vuoi vederla diventare realtà, ti segnaliamo il progetto #diventaimprenditore, un concorso proposto dall’associazione Luberg (Associazione Laureati Università di Bergamo). Questo concorso, infatti, offre l’aiuto di esperti anche nella fase di ricerca di soci e finanziatori, fino alla vera e propria nascita della tua nuova impresa. Scopriamone di più.

Di cosa si tratta? È un concorso di idee imprenditoriali che nasce dal progetto nazionale “Call of ideas” promosso dai Cavalieri del Lavoro, con lo scopo di far aprire al vincitore la propria impresa.

Ci sono dei requisiti da rispettare? Per partecipare è sufficiente avere meno di 35 anni; essere nato, aver studiato oppure studiare o lavorare a Bergamo.

Come funziona il concorso? Luberg ha individuato tre ambiti (Processi, Prodotti, Servizi) e sei aree tematiche (industria e artigianato, agricoltura; abitazione e tempo libero; cultura e turismo, marketing e comunicazione) all’interno dei quali i candidati devono presentare i loro progetti. Una giuria e un comitato tecnico-scientifico si occuperanno di giudicare 10 proposte per ogni ambito che verranno presentate dagli stessi candidati nel corso di tre incontri. A quel punto verranno selezionati due finalisti per ogni ambito – uno per ogni area tematica – e in concomitanza della cerimonia di fine anno di Luberg, verrà eletto un vincitore.

Cosa distingue questo concorso dagli altri? A differenza di altri concorsi, il progetto #diventaimprenditore aiuta a tutti gli effetti il nuovo imprenditore a superare le difficoltà che la creazione di una nuova impresa normalmente comporta. Il vincitore verrà infatti supportato da esperti del settore nella ricerca di eventuali soci, finanziatori e riceverà qualsiasi tipo di assistenza necessaria per portare a termine il suo progetto, fino alla fase di costituzione dell’impresa.

Per maggiori informazioni visita il sito www.luberg.it/diventaimprenditore

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10 strategie di marketing per i piccoli negozi

Piccoli negozi Vs Centri Commerciali: 10 punti chiave per competere contro Golia

Sei hai un piccolo negozio in città e ti senti oppresso dalla competizione impari contro i centri commerciali, ecco alcune strategie per contrastare la concorrenza.I punti riportati di seguito derivano dall’esperienza di professionisti di marketing e di negozianti, che hanno discusso del tema nel gruppo Linkedln “Risposte di Marketing” (Trovi la discussione originale qui).

marketing bergamo prodottiI prodotti: Il piccolo negozio dove offrire anche prodotti esclusivi/diversi da quelli dei centri commerciali (per sopravvivere alla competizione dei centri commerciali. Attenzione però alla scelta: non devono essere prodotti sconosciuti di supernicchia, ma varianti interessanti della versione “di massa” (es. Giacche/piumino con piumaggio ecologico al posto dei piumini d’oca tradizionali).

marketing bergamo clienti

 

I clienti: il piccolo negozio deve scegliere la nicchia di clienti ai quali rivolgere i propri prodotti, cercando di capire il contesto nel quale è inserito e quali sono le attrattive della zona per creare sinergie ed essere maggiormente visibili.

 

marketing bergamo competenzeLe competenze specifiche: oggi i piccoli negozi hanno bisogno di competenze sempre più specifiche di marketing, di comunicazione, di strategie web e di social media, rendendo la loro presenza sempre più evidente sul territorio. Questo è un aspetto dolente, poiché spesso è impossibile pagare qualcuno per farlo. Ecco che l’autoformazione aiuta (Dai un occhio qui per le tue strategie social e web http://www.ninjamarketing.it/ e qui per le tue strategie di marketing in generale: http://www.augure.com/it/blog/10-bloggers-del-marketing-e-dei-social-media-da-seguire-20140612 )

 sitoweb marketing bergamoUn sito: Creare un sito web (per alcuni prodotti anche un piccolo e-commerce) che mostri i prodotti del negozio, la vita del negozio, le offerte e che diventi una piatatforma per fare customer care (FAQ, Newsletter, Chat, ecc.). Qui puoi realizzare il tuo sito web gratis: http://it.wix.com/

 

socialmedia marketing bergamoI Social Networks e Media locali: Il negozio dei piccoli commercianti deve avere una buona presenza sui Social Network e sui Media locali per acquisire un certa visibilità e riuscire così a fare fronte alla concorrenza. Facebook ti permette di localizzare la tua comunicazione on-line nella tua città, creando offerte ad hoc con pochi click e spendendo pochi € di Facebook Advertising. Qui puoi trovare una breve guida introduttiva all’uso professionale dei social media: link guida social media.

servizio marketing bergamoIl servizio: I piccoli commercianti non devo competere sul prezzo del prodotto, ma sul servizio (performance) che offrono al cliente, diventando consulenti sul prodotto, sui suoi usi e sulle alternative.

 

relazione con cliente marketing bergamoLa relazione con il cliente: Il piccolo negozio offre qualcosa che i centri commerciali non sono in grado di offrire e cioé un buon rapporto relazionale. A tutti fa piacere essere riconosciuti quando si entra in un negozio, non sentendosi una persona qualunque.

 

orari apertura marketing bergamoL’apertura: I centri commerciali, a differenza dei piccoli negozi hanno a loro vantaggio una grande forza economica e una maggiore apertura che permette loro di attivare delle strategie molto proficue. Il piccolo negozio deve fare squadra con i colleghi della zona per ottenere aperture straordinarie o flessibilità d’orario.

 

zona marketing bergamoLa zona: Se il negozio si trova in vie poco trafficate, avrà ovviamente più difficoltà ad avere una grande quantità di clienti, ma non disperare. Molti esperti sostengono che seppur sia importante la zona in cui si trova un negozio, sia ancor più importanze concentrarsi prima sul portafoglio prodotti, conoscenza della clientela di quei prodotti e fidelizzazione della clientela. In questo modo, progressivamente, la clientela verrà nel tuo negozio perché lì trova qualcosa di diverso, consigli utili e rapporto umano.

 

punti forza centri commerciali marketing bergamoI punti di forza dei centri commerciali: Il piccolo negozio, deve sfruttare i punti di forza dei centri commerciali e copiarli, creando gruppi d’acquisto sulle utenze e sui risparmi (dando ai tesserati degli sconti). Il piccolo negozio può competere con i centri commerciali creando inoltre delle collaborazioni con altri negozi e partecipando alle attività organizzate dalle asseciazioni di categoria.

 Vuoi aggiungere altre strategie? Vuoi approfondire un tema? Commenta qui sotto o nel gruppo Linkedin.

(fonte icone: qui)